Benvenuti nel labirinto del mio cuore...

Eccomi

Utente: Argeta
Nome: Argeta Brozi
Mi chiamo Argeta Brozi, e no, il mio non è un nick name!Il giorno prima della mia nascita mia madre sognò un angelo che le diceva che sarebbe nata una femmina e questo nome...però si pronuncia con la g dura,così : Argheta. Scrivo dall'età di 9 anni poesie, racconti e romanzi... I miei libri : "Prendimi l'anima" Edizioni il Filo (4° ristampa, narrativa) e "Quell'emozione dietro l'angolo del cuore" Montedit (poesie).

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mercoledì, 11 novembre 2009
Intervista a Teodoro Ricci

Intervista di Argeta Brozi a Teodoro Ricci autore di "Fili di Lana".

1) Benvenuto nel blog sussurridalcuore, ti va di presentarti al pubblico?
grazie. beh, proviamoci... mi chiamo Teodoro Ricci, ho da un anno festeggiato il quarto di secolo, e vivo in una tranquilla cittadina in provincia di Pescara

2) Leggendo il tuo libro, mi è molto rimasto impresso questa frase : "Non abbiamo scelto di essere ciò che siamo." Tu credi che la vita dell'uomo sia influenzato così tanto dalla cultura e dalla società?

Più che dalla cultura e dalla società (che poi possono essere interpretate a discrezione del singolo), credo più nella casualità; ovvero, ammettendo i vari sforzi e l'impegno che si cela dietro ogni traguardo che ci si prefigge, la variabile del caso, la fa sempre da padrona.


3) Il tuo libro mi sembra un miscuglio di Melissa P. e Giuseppe Carlotto : a quali autori ti sei ispirato per scrivere questa trama?

Nessuno dei due, decisamente. Di sicuro la tematica affrontata non è inedita, ma ho cercato di dare un'impronta diversa, o come ho scritto, ho cercato di cambiarne la prospettiva. In fondo, potrei dire di essermi ispirato ad autori, che come Bukowski (su tutti), sensibilizzano la mia schiettezza e la mia voglia di evidenziare anche le più tristi verità. Lessi per curiosità il libro della panarello, e conosco quello di carlotto. sinceramente, non traccia una visuale maschilista da essere paragonato all'uno, né tantomeno è banalmente/fantasioso/puerile, dall'essere accostato all'altro.

4) Nel tuo libro accenni : "Non credeva nell'amore perchè quando ami veramente sembra che il tuo io si dimentichi di sè" : non credi che donarsi all'altro sia sessualmente -come descrivi tu nel libro- sia mentalmente, sia ugualmente un dimenticarsi un po' di sè e ricordarsi un po' dell'altro?

Bellissima domanda. Più che dimenticarsi di sé, l'amore vero, è quello che pone il partner al primo posto, senza dimenticare la condivisione marcata e totalizzante in una coppia. Senza ombra di dubbio, il donarsi all'altro, rende coesi e complici... e la complicità è capace di grandi cose.


5) Nel libro parli spesso di questa società "malsana" che porta "le ragazzine a perdere la verginità a 12 anni" : quando questo succedeva ai ragazzi non diventava una tale polemica nei libri. Perchè credi che si sia arrivati a questo punto di rottura?

Beh, il problema non risiede nell'atto in sé per sé; va ricercato nella psicologia femminile che cambia, una volta superato questo esame, o valore, come veniva visto ad esempio, nella generazione dei miei genitori. Ragion per cui, le ragazze che oltrepassano questo test, si sentono già adulte e pronte per il "mondo dei grandi" ma trascurando di aver ampiamente bruciato le tappe. un ragazzo, invece, è molto più precoce e scopre il suo corpo già in tenera età. "Sdogandando" letteralmente questo limite, appare naturale che entrambi, ragazzi e ragazze, si trovino di fronte ad un'esperienza sicuramente imprevista (e che li trascinerà in un lussurioso modo di vedere il rapporto di coppia), che poi degenera in età adulta. Ricordo, nella mia adolescenza, che il pensiero era già presente, ma si sa, fra il dire e il fare... (anche se sono mendace, perché il mio battesimo del fuoco, accadde in tenera età!!!). Detto questo, il punto di rottura è dato da tutto l'ambiente circostante, che porta gli adolescenti ad essere succubi ed inebetiti da programmi televisivi che non fanno altro se non parlare di sesso, il più delle volte banalizzandolo. Se solo le si leggessero, determinate circostanze vedrebbero il lettore da solo ed in grado di mentalizzare l'accaduto, senza condizionamenti esterni, senza il tran tran informativo che li bombarda incessantemente, se non il sillogismo che l'autore gli pone innanzi.

6) Sinceramente : quanto dei pensieri del protagonista sono tuoi e non pura invenzione?

Il mio vero io, si cela dietro i pensieri del protagonista. una specie di burattinaio a cui l'indipendenza del personaggio ha tagliato i fili, ma che al tempo stesso, continua ad utilizzare come confidente. Questa, che sempre meno è un'indiscrezione, e prende le vesti di un'ammissione, è la mia verità. Ovvero: in ogni libro, ad ogni progetto, sto cercando di dare un frammento delle mie sfaccettature. Credo che questo dia spessore ai personaggi, riportando ed analizzando riflessioni dapprima vissute in prima persona, e poi "romanzate".

7) Prova a descrivere in 3 parole il tuo libro.

Fili di lana!!! ahahahahahahahhahahaha, a parte gli scherzi, direi:
innovativo, accattivante, sincero.

8) Quale messaggio vuoi dare al lettore?

Il messaggio è di speranza e riflessione, ma è come se lo dicessi di fronte ad uno specchio: attraverso la riflessione, cerco la speranza di un ritorno al sentimento senza inganni, dove il gioco d'amore possa essere consumato nel pieno rispetto reciproco.

9) Questa era l'ultima domanda, grazie di aver partecipato. In bocca al lupo per tutto!
Sono io che ti ringrazio, salutandoti affettuosamente. Crepi il lupo! Staremo a vedere, cos'hanno in serbo la vita e la letteratura per me; non posso che incrociare le dita!

Postato da: Argeta a 16:06 | link | commenti (5)
intervista a Teodoro Ricci, intervista a teodoro ricci

domenica, 08 novembre 2009
Jenny e Michael. Il nuovo romanzo di Argeta Brozi e Simone Di Maggio

Jenny e Michael. L'angelo e il diavolo dentro di noi. Titolo provvisorio del mio nuovo romanzo che sto scrivendo in collaborazione con lo scrittore Simone Di Maggio, autore di "Avevo sei anni e mezzo" (Fazi Editore). Abbiamo creato un gruppo in Facebook in modo che possiate leggere l'anteprima e dirci la vostra! Vi aspettiamo numerosi e mi raccomando fate il passaparola e invitate i vostri amici a far parte del gruppo! Buona lettura!

Ecco il link : http://www.facebook.com/photo.php?pid=630471&id=1118216921#/group.php?gid=320944230156&ref=ts


Jenny ---> scritto da Argeta Brozi

Michael ----> scritto da Simone Di Maggio

Postato da: Argeta a 17:30 | link | commenti (2)
Jenny e Michael

lunedì, 02 novembre 2009
intervista a Marco Mazzanti

1) Benvenuto nel blog sussurridalcuore, ti va di presentarti al pubblico?

Sono un uomo nato a Roma un secolo preciso dopo Marc Chagall, due anni prima del crollo del muro di Berlino. Quindi un ragazzo. Mi piace iniziare così.

Frequento l’Università e la scrittura è la mia passione.

2) Come e perchè ti sei avvicinato alla scrittura?

Mi sono avvicinato alla scrittura leggendo molto. È così che penso che accada: a un certo punto senti il bisogno di dire la "tua". Continuando a leggere molto, s’intende. Non nascondo, comunque, che fin da piccolo ho sempre sentito in me un forte spirito creativo, e la scrittura, quindi il narrare storie, è ciò che per fa per me. Non posso dire lo stesso della pittura: mi piace disegnare, dipingere, ma in questo non credo di essere bravo: non ho abbastanza empatia con questa forma artistica e sono cosciente di tale limite.

3) Nel tuo romanzo "L'uomo che dipingeva con i coltelli" Edito da Deinotera (Tra l'altro titolo molto suggestivo, complimenti), il protagonista Dmtry si chiede "Di che colore è l'anima?"... Non riesco a resistere alla tentazione di porti la stessa domanda : di che colore è la tua anima e perchè?

I personaggi del romanzo - Dmtrj, Scile, Rufus, Anna, Syitane e Asja - sono persone che in realtà non posseggono un’anima, ma un colore: essi stessi sono l’incarnazione di un preciso colore!

Se la mia anima avesse un colore, penso che questo colore sarebbe il verde! (E dire, tuttavia, che il mio colore preferito in assoluto è il rosso!)

 

4) Nei tuoi romanzi ("L'uomo che dipingeva con i coltelli" e "La nave del destino- Asia", entrambi editi da Deinotera) è sempre presente una figura femminile che cambia un po' la storia, come mai questa scelta?

In verità, la scelta non è improntata tanto in colei (o colui) che, intenzionalmente o meno, cambia il destino dei protagonisti quanto ciò che la presenza stessa di tale personaggio determina ai fini della storia. Perché il punto è questo: mi piacciono le storie che parlano di triangoli amorosi, bisessualità, e personaggi particolari che creano scompiglio e situazioni da tregenda. 

5) Quale romanzo senti più vicino e perchè? Esponici le storie di entrambe.

La nave del destino - Asia è un romanzo/fiaba per adulti dove convivono elementi del quotidiano con aspetti del tutto fantasiosi. L’ambientazione è quella d’un mondo dalle atmosfere mediterranee, dove convivono e si intrecciano tante storie e sottostorie come spesso è da regola nei romanzi che vengono definiti col termine Saga. Figure portanti della trama sono quella di Asia ( donna umana il cui aspetto però sembrerebbe quello d’un essere elfico o sirenide ) e quella del Circo d’Origene, il cui strampalato e variopinto manipolo di artisti si esibisce a Trikèria, città immaginaria della Grecia, in occasione del compleanno del principe del regno di Magnesia.

 L'uomo che dipingeva con i coltelli è la storia di due uomini, Dmtrj e Scile; il primo è un albino che acquista la vista a sedici anni e che conseguentemente sviluppa una vera e propria ossessione per i colori; il secondo è invece un uomo con una grande rabbia dentro: odia il genere umano e quindi anche se stesso: vende il proprio corpo e attraverso l’atto sessuale compie la propria vendetta. Il destino di entrambi sarà messo a dura prova dall’amore per Asja, una ragazza albina, personaggio quindi molto simile a Dmtrj.

Mi piacciono i miei personaggi e di conseguenza sento vicini a me entrambi i romanzi; maggior affetto tuttavia provo nei confronti dei protagonisti della nave, così umani, autentici e teneri, per nulla scostanti ed evanescenti come gli uomini e le donne che popolano il mondo de L’uomo che dipingeva con i coltelli.

 

6) Chi è il tuo lettore ideale? A chi sono rivolti i tuoi romanzi?

Mi piace scrivere di mondi che si trovano in bilico tra il reale e il fantastico, sovente abitati da personaggi insoliti, ma non per questo concepisco le mie storie per dei lettori di qualsiasi età. Anzi. Non ritengo assolutamente che i miei romanzi siano rivolti a lettori giovanissimi e/o adolescenti.

7) Hai pubblicato anche racconti oltre ai romanzi? Hai all'attivo altre pubblicazioni? Ci puoi anticipare qualcosa?

In passato, sotto pseudonimi, ho pubblicato diversi racconti su internet e riviste. Solitamente non accenno nulla dei miei lavori futuri, ma stavolta farò un’eccezione! :p

Diversi lettori che hanno letto La nave del destino – Asia mi han chiesto se ci sarà un seguito, e a me piacerebbe molto regalar loro una nuova nave, progettata come un romanzo vero e proprio (Asia rientra più nella dimensione del romanzo/fiaba), in cui vivano protagonisti incisivi e verosimili e meno surreali ma non per questo fantasiosi.

Ho poi in gestazione un romanzo ambientato nell’Ottocento, ma non svelo nulla. Surprise! :-)

 
8) Parlaci della tua esperienza editoriale e della tua collaborazione con Historica.

La mia esperienza con Deinotera è stata e continua ad essere positiva. Non ho pagato per pubblicare, ma occorre sempre tener presente che un piccolo editore, per quanto intraprendente, è e rimane sempre un piccolo editore, e a meno che non inizi a crescere improvvisamente, quindi ad avere una certa influenza nell’orbita e nell’interesse dei distributori di spicco, ha bisogno del sostegno dei suoi autori. A me piace cercare librerie, caffè letterari, siti internet… è una cosa che mi diverte molto, del resto non mi piace rimanere con le mani in mano, illudendomi che sia l’editore ad occuparsi della promozione su ogni fronte: penso sia impossibile.

Ho conosciuto Francesco Giubilei, direttore di Historica, due anni fa su Splinder, tramite il mio blog, dove pubblico le interviste che faccio a scrittori, editori e artisti; intervistai lui e alcuni altri collaboratori della rivista, e successivamente mi proposi per prendere parte al suo progetto.

Da più di due anni, su Historica compaiono diverse delle mie interviste e articoli di carattere storico.

Ritengo che Giubilei sia una figura importante nell’attuale panorama editoriale Italiano, e non lo dico perché giovanissimo e dirigente di una rivista, ma per la sua grande intraprendenza; dimostra altresì che anche noi ragazzi delle nuove generazioni abbiamo dei sogni e che siamo perfettamente in grado di metterci in gioco.

 

Questa era l'ultima domanda. Grazie di aver partecipato e in bocca al lupo per tutto!

Intervista di Argeta Brozi a Marco Mazzanti.

Postato da: Argeta a 10:12 | link | commenti (8)

martedì, 20 ottobre 2009
Giustizia

Visti i tempi che corrono... per ottenere giustizia in tribunale si va da un minimo di 10 anni a un massimo (si spera!) di 50... Il più delle volte i colpevoli non vengono mai presi o anche se incarcerati escono in pochi anni... Secondo voi esiste ancora la giustizia?

Postato da: Argeta a 09:45 | link | commenti (16)
giustizia

mercoledì, 14 ottobre 2009
Verità o bugia?

Come affrontate la vita? Sinceri fino a essere crudeli o credete nelle bugie "buone"? Se vi dicono delle bugie per il vostro bene apprezzate o vi girano le ruote? Insomma : verità o bugia? Attenti a quello che dite...potrei scoprirvi! buhauhauhauah (risata diabolica)

Postato da: Argeta a 09:09 | link | commenti (16)
verità o bugia?

martedì, 06 ottobre 2009
Tradimenti

Meglio un uomo che tradisce 5 volte sua moglie fuori casa o una donna che tradisce 1 volta suo marito in casa?

Postato da: Argeta a 15:44 | link | commenti (23)
tradimenti

giovedì, 01 ottobre 2009
Intervista a Simona Bertocchi



                                                                    simo
Simona Bertocchi è una cara amica e collega di scrittura, ci siamo conosciute a Recco grazie all'amico comune Marco Moretti che ha deciso di averci ospiti come "giudici" a un bellissimo concorso per bambini. Conosciamola meglio.



1) Benvenuta nel blog sussurridalcuore, ti va di presentarti al pubblico?

Lo faccio con gioia: sono nata a Torino ma sono toscana di adozione, abito in provincia di Massa Carrara, lavoro nel campo del turismo e collaboro con l’assessorato alla cultura del Comune di residenza, Montignoso, per il quale organizzo e coordino eventi letterari .

Tra le passioni più grandi ci sono, la letteratura, i viaggi ( sono un’esperta viaggiatrice) , la danza orientale che pratico da anni e la cucina ( adoro scovare vecchie ricette regionali).

Scrivo da sempre ma il mio primo libro è stato pubblicato solo nel 2006 , da allora mi sono impegnata nella scrittura con più costanza e dedizione.


 

2) Da che cosa scaturisce il tuo bisogno di scrivere?

E’ un bisogno quasi fisico. Scrivendo escono a fiotti pensieri e le emozioni. Ci sono moti dell’anima che a parole non riuscirei a rivelare. Scrivendo tutto si definisce, diventa più semplice, fluido, prende forma. Creo il mio mondo , mi affeziono ai personaggi , percepisco odori, suoni, sapori. Entro in tutto quello che scrivo , mi faccio coinvolgere completamente.

Mi piace unire l’impegno e il tema sociale ad una trama romanzata e quando devo documentarmi su certi periodi storici particolari passo giornate intere in biblioteca o a fare ricerche su internet.

 

3) Entrambi i tuoi libri, "La Fuga" e "I colori di Venere", hanno un non so che di poetico al loro interno, come riesci a unire la poesia alla prosa?

Tutto nasce dalla poesia, la poesia è ovunque, non è solo chiusa in un verso, è incontenibile, basta saperla tirare fuori quando si nasconde.

Ammetto di evitare lo stile "giornalistico" troppo impersonale e sono incapace di scrivere in modo dettagliato e controllato, il mio stile è più … di pancia, mi rimprovero sempre che dovrei affinare la tecnica, ma ci sto lavorando.

Mi immergo totalmente nelle storie e "creo" personaggi e trame in cui ognuno di noi può riconoscersi. Mai descritto uomini e donne che impersonano eroi che vivono in realtà di plastica.

4) C'è qualcosa di reale in ciò che scrivi?

E’ forse più facile dire che solo in alcuni racconti ci sono situazioni eccezionali o irreali, per il resto osservo la realtà e ci metto qualche colore in più o gioco con dei personaggi con personalità molto marcate. Per chi scrive è molto più difficile descrivere la normalità …..ormai sempre più rara.

5) I tuoi libri hanno avuto un buon riscontro di pubblico, cosa ci dovremmo aspettare nel futuro? Hai altre opere nel cassetto?

Si, è vero, ho tanti lettori che mi seguono e la critica ha risposto molto bene per essere un’autrice esordiente, specialmente "I colori di Venere" hanno avuto ottime vetrine su tv e giornali.

Tra qualche settimana uscirà una silloge di poesie " Anima Nuda" ( Giovane Holden Edizioni), anche qui ho voluto sperimentare , per questo ho deciso di illustrare ogni mia poesia con i disegni a carboncino di una brava pittrice, Daniela Moschetti.

Il vero amore è però la narrativa e sto ultimando il mio prossimo romanzo ambientato tra l’Argentina e la Spagna, per scaramanzia non voglio aggiungere

altro ma alcuni editori stanno già corteggiando questo testo a cui tengo tanto.

6) Come mai la decisione di passare dal romanzo ai racconti brevi? Qual è a tuo avviso di più facile stesura?

E’ stato un caso, quello di passare dal romanzo ai racconti . Dopo avere pubblicato La Fuga ( Medimond – collana GME) mi sono dedicata con maggiore passione e coinvolgimento alla scrittura, avevo parecchi racconti nel cassetto da ultimare e quando li ho proposti agli editori mi sono sembrati entusiasti.

Credo comunque che sia molto più difficile racchiudere un mondo in un racconto, bisogna trovare frasi e aggettivi capaci di riassumere in poche righe situazioni e periodi che richiederebbero maggiori dettagli.

 

7) Nelle tue storie c'è spesso il tema dell'amore e dell'unione : quanto credi nel "lieto fine" della vita reale?

Credo nell’importanza di certi valori , credo che la condivisione e la conoscenza dell’altro siano fondamentali, oggi soprattutto. Penso anche che almeno leggendo un libro ci meritiamo tutti una storia a lieto fine anche se non faccio sconti alle difficoltà per arrivarci.
 

8) Spiegaci la scelta dei titoli dei tuoi libri : come sono nati?

La Fuga è il mio primo romanzo ed è quasi un dialogo a distanza che dura sette anni tra Alex ed Elena, due giovani che hanno vissuto la vera passione per poi fuggire verso percorsi e scelte diverse. Alex avrà una toccante esperienza in Messico, nella parte più selvaggia: Il Ciapas, , mentre Elena sconvolgerà totalmente la propria vita pur rimanendo nella sua Milano. In realtà la fuga è la mia : la mia parte irrazionale e bisognosa di continui stimoli ( la scelta di Alex) e quella più equilibrata e razionale ( la scelta di Elena)

I colori di Venere invece è l’unico titolo in grado di rappresentare un libro di racconti completamente diversi l’uno dall’altro ma con un comune denominatore : la donna. Mi sono divertita a raccontare il mondo delle donne toccando tutte le sfumature , i colori e i chiaroscuri che dominano il pianeta di Venere. Il lettore potrà scegliere tra il giallo o il noir, la trama più impegnata e quindi temi sociali e politici, la fiaba a lieto fine, le storie più ironiche e quelle in bilico tra realtà e fantasia, ma tutte al femminile.

Anima nuda è il titolo della mia silloge di poesie . Proponendo questi versi mi sono messa a nudo, ho tolto strati di emozioni, dubbi , fragilità, paure, domande e ho mostrato tutta la mia essenza….. un’impresa coraggiosa.

9) Grazie, Simona, questa era l'ultima domanda. In bocca al lupo per tutto!

Grazie a te Argeta, ho apprezzato molto la delicatezza e l’originalità delle tue domande; è facile capire che chi le ha formulate è una brava scrittrice.

Ho dimenticato di dire che , tra i miei progetti futuri, c’è anche quello di potere collaborare con te.



Intervista di Argeta Brozi a Simona Bertocchi.

Postato da: Argeta a 16:26 | link | commenti (5)
intervista a Simona Bertocchi

mercoledì, 30 settembre 2009
Ho vinto un premio


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Jollyanya mi ha fatto vincere il Premio Honest Scrab...Le regole dicono che devo dire 10 cose di me vere, e premiare 10 persone che facciano altrettanto.

1)Mi commuovo facilmente davanti a storie tristi in Tv.
2) Da piccola mi hanno chiamata a buona domenica per ballare con altri bambini, ma i miei hanno detto di no.
3)La mia passione per le farfalle nasce quando da piccola credevo che la polverina delle loro ali fosse magica e potesse far volare anche me!
4) Riesco sempre a mantenere un segreto (anche sotto tortura psicologica  )
5) A 8 anni volevo fare 7 lavori.
6)Ho una voglia a forma di australia sulla pancia
7)Vorrei adottare un bambino
8)Sono leale anche quando le persone non se lo meritano ( e probabilmente mi danno della stupida ).
9)Quando vedo una persona, riesco a capire quanto mi posso fidare di lei (ma magari non glielo dico eh!!)
10)Sono più sensibile e timida di quello che do a vedere.

Ecco 10 verità su Argeta Brozi...ebbene sì!Mi avete scoperta!

Passo il premio a:

Silvia Zanetto
Mimma
Chiara Marinoni
disicurorido
Alba Jessica
Borisback
Daniele Cavalera
Fra975
Francesca Barra
Menzinger

Postato da: Argeta a 14:22 | link | commenti (7)
premio honest

mercoledì, 23 settembre 2009
Intervista radiofonica

LA MIA INTERVISTA RADIOFONICA ANDRA' IN ONDA, IN DIRETTA, SABATO 26 SETTEMBRE DALLE ORE 16 CIRCA. RADIO BASE POPOLARE NETWORK SI SENTE IN STREAMING IN TUTTA ITALIA : BASTA CONNETTERSI AL SITO HTTP://WWW.RADIOBASE.NET E CLICCARE SU LIVE! NON MANCATE! PARLERO' DI ME E DEI MIEI LIBRI : PRENDIMI L'ANIMA E QUELL'EMOZIONE DIETRO L'ANGOLO DEL CUORE E DELLE MIE PROSSIME USCITE.

Postato da: Argeta a 17:36 | link | commenti (11)
intervista radiofonica ad Argeta, intervista radiofonica ad argeta

martedì, 15 settembre 2009
Intervista a Silvia Zanetto

 

Vigonza giugno 09 002[1]

 

Silvia Zanetto è una frequentatrice del mio blog, ecco l'indirizzo del suo http://hovogliadiscrivere.splinder.com.

 

 

1) Benvenuta nel blog sussurridalcuore, parlaci un po' di te.

Sono una donna che ha sempre amato i libri.

Sono una persona che ha sempre amato stare con gli altri, ascoltare i sussurri dal loro cuore, comunicare i propri.

Per questo insegno, da più di vent’anni, nelle scuole medie.

E scrivo.

Ho pubblicato tre libri, cioè due raccolte di racconti: "L’alpino sulla riva del mare", Montedit 2004 , e "Stagioni", Prospettivaeditrice 2008

e un romanzo per ragazzi: "Sandrino e lo gnomo", Montedit 2007

2) Com'è nata la tua passione per la scrittura?

E’ un "vizio"che ho preso fin da bambina… poi ci sono state le "poesie"( o almeno io le credevo tali) nelle quali come ogni adolescente riversavo a secchiate le mie emozioni tracimanti…

Crescendo, mi sono lasciata sopraffare dallo studio, poi dal lavoro e dagli impegni domestici, così non ho scritto per parecchi anni.

Poi, in un momento particolare della mia vita, è rinato questo bisogno di trasformare le mie esperienze e le mie emozioni in qualcosa d’altro, qualcosa di bello e prezioso e perciò condivisibile. Ho scoperto che scrivere mi fa stare bene, è la mia bacchetta magica che trasforma i "rospi" in "principi"…

3) C'è un personaggio delle tue storie in cui ti riconosci maggiormente? E perchè?

In quasi tutti loro c’è qualcosa di me, anche nei personaggi maschili, o in quelli

diversissimi da me per età, indole e ceto sociale… Dico sempre che nei miei racconti c’è una percentuale molto variabile (dall’1 al 90 %) di esperienza personale, il resto è fantasia. Anche per i personaggi è così, magari la loro esperienza concreta è lontanissima dalla mia, ma il vissuto emozionale che attribuisco loro parte sempre dal mio. Per questo motivo avrei qualche difficoltà a citare un personaggio in particolare.

4) Qual è stato il tuo rapporto con gli editori?

Come tutti gli esordienti, non mi è stato facile districarmi nella giungla dei falsi editori che approfittano dell’ ingenuità di chi si accosta per la prima volta a questo mondo.

 

Ho pubblicato il mio terzo libro con Prospettiva, in questo caso il vantaggio è stato il prestigio di una Casa editrice più conosciuta, che si è anche preoccupata di inviare le copie alle librerie che ne hanno fatto richiesta, però i tempi sono stati molto più lunghi e per le presentazioni mi sono comunque dovuta arrangiare…

Poi ho deciso di rivolgermi alla Montedit, con cui ho pubblicato i miei primi due libri, e devo dire di essermi trovata bene: niente false promesse, tempi e costi rispettati, cordialità e cortesia. Certo, poi all’autore arriva a casa il pacco con i libri e deve pensare a tutto (organizzarsi le presentazioni, distribuire i libri…), però è tutto chiaro fin dall’inizio e i costi non sono esorbitanti.

5) Hai pubblicato anche un libro per ragazzi, "Sandrino e lo gnomo", com'è stato scrivere per i più piccoli? Hai trovato difficoltà?

Sinceramente no, a parte il fatto che per tutto il romanzo il personaggio dello gnomo

Invece non mi ha creato nessuna difficoltà immedesimarmi nei pensieri di Sandrino, un ragazzino di nove anni e mezzo, perché –come ho scritto nella quarta di copertina- io SONO una bambina, da sempre; per di più il mio lavoro di insegnante e il forte legame con le mie nipotine mi fanno vivere per parecchie ore al giorno a stretto contatto con i ragazzi.

parla in distici di endecasillabi rimati: all’inizio non è stato semplice, ma poi, col tempo e l’esercizio, mi sono resa conto di avere acquisito dimestichezza con questa forma metrica.

 

Sandrino" è stata un’esperienza bellissima, che conto di ripetere presto, non solo perché mi sono divertita tantissimo durante la stesura del libro, ma anche perché, dopo la pubblicazione, ho incontrato tantissime classi di quinta elementare e prima media in veste di "scrittrice", scoprendo un modo diverso, più creativo e divertente, di fare scuola.

 

6) Ritieni che fare dei concorsi letterari sia utile per farsi conoscere? Lo consiglieresti alle persone che vogliono intraprendere il cammino della scrittura?

Partecipo spesso a concorsi letterari, e ti confesso che ultimamente ne ho ricevuto davvero delle grandi soddisfazioni, quando mi sono classificata tra i finalisti con il racconto "Gianna" al concorso "Il poeta e il narratore" di Monselice e successivamente ho vinto con il racconto "Venezia d’inverno" il Premio Vigonza lo scorso maggio.

 

Credo che il valore principale di questi concorsi stia nel fatto di mettersi alla prova: troppi autori esordienti ritengono di essere autori di capolavori assoluti; altri al contrario tendono a sottovalutarsi. Quindi credo che mettersi a confronto con altri autori, rendersi conto che siamo in tanti a scrivere, sottoporsi al giudizio degli esperti, sia estremamente importante per acquistare consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità.

In più, la cerimonia di premiazione regala davvero delle emozioni indimenticabili, ed è un’ottima occasione per conoscere altre persone che condividono la passione per la scrittura.

Sicuramente i concorsi possono essere utili per farsi conoscere, in quanto i racconti finalisti vengono poi pubblicati in antologie che, grazie agli organizzatori e agli autori stessi, vengono diffuse in tutta Italia; però questo non basta per raggiungere il grosso pubblico…

7) Come mai la scelta di scrivere dei racconti? Come nasce l'ispirazione?

Quando ho ripreso a scrivere, ho capito che i versi che componevo da ragazza non erano poesie, ma semplici sfoghi emotivi che interessavano soltanto a me.

La narrativa mi ha permesso invece di aprirmi alle esperienze altrui, spaziare su tematiche più vaste e sperimentare anche generi letterari diversi.

Ho iniziato con il racconto, ritenendo – a torto, come ho scoperto poi – che fosse un genere più semplice rispetto al romanzo, che mi pareva richiedesse molto più impegno, continuità, un’idea abbastanza valida da poter reggere almeno 150 –200 pagine. In realtà il racconto è molto complesso: richiede capacità di sintesi, di dosare le informazioni e giocare sul detto-non detto nel giro di poche pagine, non si può permettere cadute di tono, tollerabili in un testo lungo ma assolutamente imperdonabili in uno breve…

Insomma, non è stato facile, ma ho finito per affezionarmi a questo genere.

Anche perché credo che il racconto possa diventare il genere letterario del futuro, più facilmente fruibile in una società sempre più frenetica che concede sempre meno momenti liberi da dedicare alla lettura.

Riguardo all’ispirazione (Ma ESISTE? Me lo sto chiedendo da anni…) a volte nasce per caso, da un incontro, un ricordo che riaffiora, un rimorso che vuole riemergere per approdare a un perdono… A volte ha bisogno di essere sollecitata, ad esempio alcuni miei racconti sono ispirati a un quadro, a un brano musicale. A volte è un esercizio di scrittura, o un concorso letterario a tema, che mi fornisce l’idea iniziale… dipende.

8) A quale pubblico ti rivolgi?

Il romanzo "Sandrino e lo gnomo" è stato scritto per ragazzini dai 9 agli 11-12 anni, ma l’hanno letto, divertendosi, anche parecchie persone adulte.

Le due raccolte di racconti sono rivolte a tutti coloro che non ricercano la narrativa di genere – tipo l’horror, il fantasy e altri molto in voga oggi- ma che amano ritrovarsi in quello che leggono, nei grandi e piccoli drammi della quotidianità, nelle gioie nascoste, che vogliono fare della lettura anche un’occasione di riflessione su se stessi, e non soltanto un momento di evasione. Mi piace che chi mi legge si soffermi un istante per dire "Però, è proprio vero!".

Voglio aggiungere che, in generale, anche se non per mia intenzione, i libri sono stati letti e apprezzati soprattutto da un pubblico femminile (quindi i potenziali lettori uomini sono particolarmente invitati ad acquistare il mio ultimo lavoro!!!)

9) Questa era l'ultima domanda! Grazie e in bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori!

Grazie! E’ la terza volta che ricevo questo augurio oggi: la prima è stata l’impiegata della posta, quando ha visto che stavo spedendo un plico a un concorso letterario, la seconda una mia ex collega che mi ha chiesto della mia "carriera"letteraria, e adesso tu: credo proprio che oggi sarà una fantastica giornata!!!

 

 

Intervista di Argeta Brozi a Silvia Zanetto.


Postato da: Argeta a 17:13 | link | commenti (17)
intervista a silvia zanetto

martedì, 08 settembre 2009
20 modi per farsi lasciare

lasciarsiA grande richiesta, aggiorno il post "10 modi per farvi lasciare" aggiungendone altre 10... Spero che bastino stavolta!

 

Non prendetemi troppo seriamente eh... :-)

1) Chiedere a qualche vostra amica di mandarvi dei messaggi compromettenti fingendosi un lui e lasciare il vostro cellulare in bella vista... Vedrete che il vostro ragazzo non potrà resistere alla tentazione! Così non vi sentirete in colpa per averlo tradito o per averlo lasciato... insomma avrà fatto tutto da solo!

2) Dite al vostro ragazzo che avete una brutta malattia e che state per morire e che avete voglia di fare le cose che non avete avuto ancora occasione di provare : sposarvi con lui e avere dei figli da lui. Proponetegli : "Cominciamo subito?" Vedrete che non ci vorrà molto per farlo scappare!!!

3) Fate le bambine capricciose, parlate come una bambina di 3 anni e mettete il muso spesso, magari battendo anche i piedi per terra! Fate questo davanti ai suoi amici, genitori ecc. e lui vi lascerà in men che non si dica!

4) Fate a pezzi tutti i suoi vestiti preferiti (dai, non proprio tutti...), magari tagliandoli a striscioline sottili e facendoli volare dalla finestra al suo ritorno urlate : "Pioveeee!"

5) Ditegli che tutto quello che fa sua madre non vi piace : "Non sa cucinare, ha la voce di una cornacchia, si veste da stracciona, ha uno stile da far schifo, ti tratta come un bamboccio..." Insomma : via con la vostra inventiva!

6) Fingetevi ubriache quando siete con i suoi amici e confessate loro che in realtà il vostro lui non vi piace e che ci state solo per pietà...

7) Mettetevi un bel rossetto sulle labbra e senza farvi vedere da lui baciategli l'orlo della camicia e poi quando lo rivedrete, ditegliene di tutti i colori! "Sei stato con un'altra! Guarda, ho le prove!" Dovete insistere tanto, spiegandogli che non avete più fiducia in lui, solo così vi lascerà definitivamente! Stringete i denti e non mollate : dovete essere sicure di voi per farlo cedere!

8) Fategli credere che tra voi e suo padre c'è stata una notte di passione e sottolineate che il padre è molto più bravo di lui a letto... (dite anche che è meglio che rimanga un segreto, perchè così ha richiesto suo padre) e poi dite che per voi non è un problema restare con lui, anche se non fate altro che pensare a suo padre. Quale uomo potrebbe sopportare una crudeltà simile?

9) Mentitegli in continuazione, anche per piccolezze... Ditegli che andate in vacanza e poi appostatevi a casa sua e fatevi vedere. Se lui vi chiede come mai non siete in vacanza, ditegli che ha le traveggole e che voi non gli avete mai riferito di voler andare in vacanza. E così per ogni cosa che vi viene in mente! Un uomo che non si fida di voi non può che lasciarvi!

10) Fingetevi incredibilmente gelose e possessive : ditegli che se vi vuole davvero non può più uscire con nessuno, non deve salutare nessuna persona di sesso femminile, neanche sua sorella, cugina o sua madre, perchè secondo voi l'uomo ci prova con tutte, indipendentemente da chi. Insomma : fingetevi un po' paranoiche e psicopatiche, date il peggio di voi! Nessun uomo è in grado di sopportare una donna simile!

11) Portarlo a fare shopping tutte le volte che vi vedete

12) Parlare dei propri problemi ogni volta che vi incontrate

13) Elencare tutti i suoi difetti più spesso possibile

14) Parlare male dei suoi amici

15) Fare tutto ciò che lui non vuole che tu faccia (vestirti in un certo modo, andare a ballare ecc.)

16) Fargli fare brutta figura in pubblico (scenate ingiustificate, mangiare in modo poco educato ai ristoranti ecc.)

17) Chiamarlo 360 volte al giorno, ossia : fare le rompiscatole.

18) Fare la maliziosa con il suo migliore amico (che ovviamente ci sta... questi maschi!!!)

19) Contestare sempre ciò che dice la sua famiglia

20) Non dargliela (e questo di per sè basta da solo a farvi lasciare! Nel caso che non abbiate voglia di fare tutte le cose suddette...)

 

Postato da: Argeta a 15:22 | link | commenti (22)
20 modi per farsi lasciare

venerdì, 04 settembre 2009
intervista a Rita Amico

rita

Rita Amico fa parte delle mie amicizie in Facebook, infatti è là che l'ho conosciuta. E' autrice del libro "Il Marchio" : www.lulu.com/content/2254772 . Conosciamola meglio.

1) Benvenuta nel blog sussurridalcuore, ti va di presentarti al pubblico?

Mi chiamo Rita Amico, ho 35 anni e vivo a Caltanissetta. Il mio lavoro part time mi consente di coltivare la mia passione da sempre, scrivere. Il Marchio è il mio primo romanzo.

 

2) Com'è nato il titolo del tuo libro?

Il Marchio si riferisce alle origini e all’appartenenza (culturale, familiare, ideologica…) dei due protagonisti che influenzerà le loro vite, come un marchio indelebile dal quale non possono sfuggire.

 

3) Come sei arrivata alla pubblicazione della tua opera?

La stesura de Il Marchio ha richiesto circa un anno e mezzo di lavoro. Ho cercato di documentarmi il più possibile sul Nazismo, i campi di concentramento e lo stile di vita dell’epoca, per rendere la storia più plausibile e per creare uno sfondo storico e geografico più realistico.

Purtroppo, l’ostacolo più difficile da superare è trovare un editore disposto a pubblicare la tua opera.

 

4) Quando preferisci scrivere : mattina, pomeriggio o sera?

Generalmente la sera, ma la notte suggerisce le idee migliori.

 

5) Hai deciso di raccontare una storia difficile : quale messaggio hai voluto dare al lettore?

Ho voluto raccontare una storia nella Storia. Per non dimenticare…

5) Che cosa significa per te scrivere?

E’ qualcosa che nasce con te, cresce con te e probabilmente muore con te. E’ qualcosa che hai dentro e che chiede di uscire allo scoperto.

 

7) Hai mai partecipato a corsi di scrittura creativa? E se sì, li ritieni utili?

No, ma ritengo che siano utili.

8) Quale stile hai adottato per il tuo libro?

Ho adottato uno stile semplice e scorrevole, narrando la storia in prima persona per entrambi i protagonisti.

 

9) Questa era l'ultima domanda. Grazie della tua disponibilità! In bocca al lupo per tutto.

Grazie e crepi!

Intervista di Argeta Brozi a Rita Amico.

Postato da: Argeta a 16:19 | link | commenti (5)
intervista a rita amico

mercoledì, 02 settembre 2009
10 mosse per capire se lui mente

lui e leiGli uomini? Colpevoli fino a prova contraria...

1) Guardare se mentre vi parla si occupa di altro (aggiusta la scrivania, mette in ordine qualcosa ecc.) e si limita a guardarvi negli occhi quel poco che basta per non farvi sospettare.

2) La più facile : sostenere di sapere che lui mente. Insistere su questo dicendogli che "se non mi dici la verità, ti lascio. E' meglio che me lo dici prima tu, invece che te le elenchi io." Anche se in realtà non avete le prove concrete, la vostra sicurezza - se mente - lo farà crollare.

3) Vedere se è diverso : se fa troppi gesti con le mani o se ne fa meno del solito. Se è così significa che c'è qualcosa che non va.

4) Sentire le sue ragioni (tutte, particolari compresi, il che implica: chiedere, informarsi e chiedere) e lasciar perdere il discorso. Riprenderlo più avanti, ma senza accuse. Limitandosi a chiedere (come se cascaste dalle nuvole) : "Allora com'è andato in tal posto con tal dei tali quel giorno?" e vedere se cambia versione. Se si sospetta che lui vi abbia mentito sul luogo o sulla persona con cui è stata, nella domanda inserire il luogo o la persona che immaginate, per vedere la sua reazione.

5) Una persona può mentirvi anche guardandovi negli occhi, in questo caso bisogna concentrarsi su altro. Solitamente ci sono certe reazioni chimiche che non possiamo controllare : lui arrossisce? Balbetta? Inciampa nelle parole? Fa fatica a spiegarvi l'accaduto o ci impiega molto tempo? Gli trema la voce? Vi chiede di parlarne più tardi, inventandosi delle cose urgenti più importanti? Ragazze : fidatevi del vostro istinto!

6) Se lui vi mente probabilmente è una cosa dell'ultimo minuto : quindi non perdete tempo a litigare, andate alla ricerca di prove! Se lui vi ha detto che era con un amico ma voi non vi fidate, chiamate di nascosto il suo amico e ditegli : "Il mio ragazzo si è dimenticato il cellulare (o qualcos'altro) a casa tua ieri (o il giorno in questione)" E Aspettate la sua risposta. Se chiedete le cose gentilmente, senza far sospettare l'amico anche lui sarà più propenso a rivelarvi la verità. Se vi risponde di no, non insistete. Dite piuttosto : "Ah, ma che sbadata! E' stato da tal dei tali, mi sono confusa!"

7) Un altro metodo è capire cosa pensano le persone di lui : non sarebbe male informarsi su come lo vedono gli altri! Se tutti lo vedono come una persona onesta, niente da preoccuparsi : vuol dire che è coerente. In caso contrario : campanello d'allarme.

8) Dirgli che quel giorno lo avete inseguito (anche se non è vero) e rivelargli che lo trovate stupido e patetico mentre vi mente così.

9) Se qualcosa non vi convince, usate la sua arma : ditegli che anche voi gli avete mentito a volte, che non c'è niente di male, che tutti mentono e aspettate la sua reazione. Se mente non potrà resistere dal rinfacciarvelo!

10) Scrivetegli sul cellulare da un altro numero fingendovi un suo amico : chiedetegli se ha voglia di andare a una festa dove ci sono tante belle donne. Se vi risponderà di sì, aggiungete qualche battuta a doppio senso per vedere come reagisce. Ovviamente la sera della presunta festa voi dovete chiedergli di andare fuori a cena (o altro) così potete vedere se lui vi dice di voler andare a una festa o in un posto inventato.

Postato da: Argeta a 09:54 | link | commenti (20)
capire se lui mente

sabato, 29 agosto 2009
Intervista a Claudia Biasini

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Intervista a Claudia Biasini, autrice del libro "Oltre ogni pregiudizio" Edizioni il Filo.

Ho avuto il piacere di conoscere Claudia in una ventosa giornata a Roma  durante la nostra prima intervista televisiva, andata in onda il 25 marzo 2009 su Sky. Eravamo abbastanza terrorizzate da questa nostra prima uscita in TV e quindi abbiamo fatto subito amicizia.  Ma ora diamo spazio alla protagonista del giorno!

1) Benvenuta nel blog sussurridalcuore, ti va di presentarti al pubblico?

Naturalmente. Mi chiamo Biasini Claudia, ho 36 anni e vivo a Buttapietra in provincia di Verona. Nonostante gli studi commerciali la passione per la lettura e la scrittura sono stati sempre determinanti. Dopo il diploma, trovo lavoro come impiegata (dove sono tuttora), mi sposo e ho due bambine: Aurora (otto anni) e Ambra (4 anni oggi 27/08/2009). Sono loro che fanno scattare la molla due anni fa dell’idea di tentare la strada della pubblicazione. Nel senso "non lasciare niente di intentato!"

2)Mi ha molto colpito il titolo del tuo libro ("Oltre ogni pregiudizio"), come mai la scelta di affrontare un tema così difficile?

Per come lavoro io, il titolo è sempre l’ultima cosa che metto. Ma i pregiudizi, che purtroppo temo talvolta di avere anch’io, sono parte della società e spesso basta davvero poco per capire che gli altri alla fine sono come noi, anche se con il colore della pelle diversa o gli occhi più chiari!

3) Parlaci brevemente del tuo libro.

Il mio libro parla di una giovane donna che ha origini dalle grandi tribù di Indiani che popolarono l’America e poi progressivamente sterminati con l’arrivo dei Conquistadores Spagnoli. Qualcuno ha criticato l’uso improprio di "indios" o "pellerossa". Ci tengo a precisare che si tratta solo di una differenza geografica, non sostanziale. Sharon (il nome della protagonista) odia tutto ciò che è indiano appunto perché considera loro ragione della fine della sua gente. Il destino vorrà che si innamori proprio di uno spagnolo, che con pazienza e dolcezza la farà capitolare. Quindi il libro è incentrato sulla sua guerra interiore per combattere il suo pregiudizio sugli spagnoli e decidere se seguire il cuore o la mente. Ci sarà un altro pregiudizio. Quello di una bambina orfana, diversa dal mondo messicano nella quale è catapultata e la lotta di Sharon per combattere coloro che fanno del male alla piccola.

Il romanzo è arricchito da precisi approfondimenti storici.

4) A quale pubblico si rivolge il tuo libro?

Si rivolge ad un pubblico adulto, romantico e sognatore.

5)So che nella vita fai anche altro, come fai a conciliare l'essere mamma, il lavoro e la scrittura?

E’ difficile, tanto difficile. E’ da premettere che "Oltre ogni pregiudizio" era nel cassetto da vent’anni incompiuto ed è il quarto in ordine di scrittura.

Durante la mia adolescenza scrivevo perché ero un’altra persona, timida e insicura ed era l’unico modo per esternare i miei sentimenti. Adesso sono diversa, ma lo scrivere è sempre qualcosa che mi rilassa e mi aiuta.

"Oltre ogni pregiudizio" L’ho scelto perché l’ho ritenuto il più maturo, ma ora metterò mano anche agli altri!

Faccio fatica a conciliare tutto perché gli impegni sono tanti: lavoro (part-time, per fortuna), scuola, riunioni, scuola materna, danza, catechismo, casa… Non dormo. Faccio ore sveglia di notte e penso… poi scrivo.

6) Il tuo primo esordio è finito subito in televisione, che cos'hai provato?

E’ stato emozionante, anche perché ho conosciuto una buona amica come te. Purtroppo l’intervista televisiva, come quella radiofonica, si riduce alla sola zona di Roma o del Lazio e tante persone non l’hanno potuta vedere e sentire.

7) Se volessi dare 3 aggettivi al tuo libro, quali sarebbero?

Romantico, intrigante, emozionante. Ma sono di parte!

8) Approfitta di questo spazio per scrivere le date e i luoghi delle tue presentazioni, interviste e/o altro.

Al momento non ho nessuna data certa. Sono in trattativa con varie librerie, ma non posso sbilanciarmi. Anzi, incrocio le dita.

9)Questa era l'ultima domanda. Grazie di aver partecipato a quest'insolita intervista! E di avermi concesso un po' del tuo tempo. Spero di rivederti presto! In bocca al lupo per tutto.

 

Intervista di Argeta Brozi a Claudia Biasini.

Postato da: Argeta a 16:51 | link | commenti (5)
intervista a claudia biasini

mercoledì, 26 agosto 2009
interviste a scrittori esordienti

libri

Il mondo dell'editoria è una selva oscura dove gli scrittori esordienti si perdono. Farsi conoscere al pubblico è una dura salita piena di ostacoli, che solo chi ha pubblicato può capire e spesso i neo-scrittori si demoralizzano, rinunciando al proprio sogno. Per dire basta a questo ciclo, bisogna che tra noi esordienti ci si aiuti a vicenda. Ecco perchè ho deciso di aprire questo spazio per voi! Chi volesse farsi intervistare, può contattarmi a questo indirizzo : b.argeta@libero.it  inviandomi una breve biografia, una foto e sinossi della propria opera. Ogni settimana pubblicherò su questo blog le interviste di voi scrittori esordienti. Che aspettate? Non perdete questa occasione!

Postato da: Argeta a 10:58 | link | commenti (8)
interviste agli autori, spazio esordienti

martedì, 25 agosto 2009
Arte della seduzione (come seducono gli uomini)

love mani

                              foto presa da web

Sedurre una donna significa aprirsi al suo mondo, conoscerla al di là delle apparenze o del "sentito dire", ma prima di tutto significa essere se stessi e aprirsi all'ascolto. Non a caso abbiamo due orecchie e una bocca sola... Certe cose andrebbero evitate... Ecco consigli e sconsigli su quello che gli uomini dovrebbero o non dovrebbero fare!

1) presentarsi a una ragazza raccontando che "in realtà" è il vostro amico a volerla conoscere (pessima idea per conquistare qualcuna! Soprattutto perchè una ragazza capisce sempre -o quasi- chi è interessato a lei.)

2) offrire da bere a una ragazza ancora prima di averle chiesto il nome!! (vi potrebbe prendere per maniaci!)

3) chiedere a fine serata/giornata il suo numero di telefono...rischiate un no secco, meglio proporre : "Ti posso lasciare il mio numero? così se ti viene voglia di fare due chiacchere mi fai uno squillo e ti chiamo." (molto più educato e da cavaliere!)

4) non fare complimenti diretti da subito o complimenti già sentiti e risentiti presi dal "catalogo maschile", perchè può creare imbarazzo. Meglio essere delicati. Da preferire : "Mi piace come guardi/ il tuo sguardo" che "Te l'hanno mai detto che hai dei begl'occhi?" (fidatevi che glielo avranno già detto!!!  ) Meglio : "Stai bene vestita così." che "sei bellissima", quest'ultima frase potrebbe essere considerata "una presa in giro" o esagerato, almeno che la ragazza in questione non sia una modella da capogiro senza nessun difetto!

5) Non baciatela davanti ai vostri amici la prima volta, potrebbe pensare che lo state facendo per farvi belli ai loro occhi e non perchè lo desiderate veramente.

6) non comprate il suo interesse o la sua fiducia con mille regali, perchè potrebbe pensare due cose : "vuole comprarmi" oppure "ha qualcosa da nascondere." Una ragazza NON vuole essere assecondata in tutto!

7) non chiamatela ogni giorno, potrebbe credervi possessivi e scappare a gambe levate, meglio un messaggino e una chiamata ogni tanto.

8) Mai rivelare particolari intimi della sua vita agli amici, non solo perchè è poco educato, ma anche perchè rischiate la morte fulminea se vi scopre! E ricordatevi che una ragazza riesce sempre a scoprire quello che un ragazzo combina alle sue spalle!!!

Postato da: Argeta a 10:43 | link | commenti (16)
uomini e donne, arte della seduzione, come seducono gli uomini

lunedì, 24 agosto 2009
Dimmi come dormi

Ogni posizione rivela il modo di essere degli individui, la loro natura intima; nell'incoscienza notturna non ci sono segreti...

POSIZIONE RAGGOMITOLATA:

Chi dorme in questa posizione ha bisogno d'amore e di continue attenzioni. Si tende a regredire al mondo dell'infanzia, emotivamente fragile ed insicuro, sensibile e creativo, ha bisogno di protezione.

A PANCIA SOTTO:

Riservati, vigili e spesso sulla difensiva. Ami circondarti di mistero, evitando di rivelare troppo di te. Ma se questo da un lato ti rende affascinante, dall'altro è segno di vulnerabilità e rappresenta il tuo punto debole. Non vai mai a caccia di novità perchè temi l'ignoto. Senza mai rischiare però, finisci per dire addio alle emozioni.

A PANCIA IN SU:

Sprizzi simpatia da tutti i pori e il tuo carattere allegro e aperto fa di te una persona ricercatissima. Non ti butti mai giù e, se fossi catapultato all'improvviso sul palco di un teatro, sapresti cosa dire e ti troveresti a tuo agio. Anche in amore ami essere protagonista e non ti dispiace fare la prima mossa.

SU UN FIANCO:

E' segno di una personalità posata, equilibrata, tranquilla. Ed è proprio questo senso di tranquillità e di pace che tu riesci a trasmettere a chi ti sta intorno. Sei diplomatico e apparentemente arrendevole, però sai farti valere quando serve o ammettere di aver sbagliato senza farti problemi di orgoglio.

DI TRAVERSO:

La tua personalità è complessa ma affascinante, quindi non deve stupire che tu sia un vulcano anche quando dormi. Il corpo disteso sulla schiena segnala una gran voglia di essere sempre al centro dell'attenzione. Le braccia allungate verso l'alto,oltre la testa, indicano una personalità idealista e sognatrice. Le gambe poggiate di lato indicano ottimismo e grande fiducia negli altri.

Postato da: Argeta a 09:33 | link | commenti (7)
dimmi come dormi

venerdì, 21 agosto 2009
4 parte romanzo

ragazzafinestra

                                                                          foto presa da web

                                                                    

Forse deve mettere un punto fermo ai pensieri, non può continuare così. Nico l'ha lasciata, Tessa non ha mai conosciuto il perchè, è inutile andare a scavare proprio adesso. Rivederlo dopo tanti anni le ha fatto un'effetto strano, le ha un po' scombussolato l'esistenza, perchè all'improvviso i dubbi che aveva sotterrato sono riaffiorati nella sua mente, nella sua vita, nel suo cuore. Le è venuta una paura matta di perdere Gimmi, di perdere la sicurezza di una vita felice con lui. Tutto questo per colpa di Nico, che ora è diventato quello che lei ha sempre sperato. Un ragazzo serio, almeno all'apparenza, sincero, con la testa sulle spalle, ma divertente piu' di prima e affascinante come non mai. Questo suo cambiamento la intriga, la incuriosisce, è come se le loro vite fossero rimaste sospese e che ora finalmente riprendessero il loro corso. Vicino. Non le può succedere tutto questo proprio adesso, lo trova davvero ingiusto. Per strada incontra Vale. La saluta e le dà due baci sulle guance.

"Tesoro, che bello rivederti! Ma dove sei finita? Non ti vedo piu' alle lezioni..."

Tessa passa un braccio attorno alle spalle di Vale e la stringe, le è proprio mancata. "Hai ragione, sono un po' scomparsa dalla circolazione."

"Come stai?"

"Bene, bene. E tu? Come vanno gli esami?"

"Oh, non nominarli... La laurea mi sembra sempre piu' lontana. C'è un esame che proprio non passerò mai! Ma tu? Non ho capito : stai continuando o vuoi abbandonare?"

"Non lo so, Vale. Ho la testa tra le nuvole..." Camminano una di fianco all'altra, ma neanche loro sanno bene dove stanno andando. Vale si è fatta un nuovo colore di capelli, un castano rossiccio che le sta un incanto. I suoi occhi azzurri risaltano ancora di piu'. Si è passata la matita sotto agli occhi e si è messa un ombretto verde chiaro nelle palpebre, chissà per chi si fa bella.

"Gimmi fa quest'effetto?" le suggerisce.

"Non è solo per lui... Ho rivisto Nico due giorni fa. E a dire il vero... anche oggi."

Vale si ferma e Tessa si gira verso di lei. "No! Non dirmelo : ti ha fatto venire dei dubbi."

"Eh, dillo forte."

"Ma Gimmi..."

"Gimmi niente, lui non c'entra, mi ama come sempre. Voglio dire... ci amiamo come sempre..."

"Ma...?"

"Non lo so, Vale, sento che se non sto attenta rischio di mandare a monte qualcosa di importante. Eppure è piu' forte di me, sai, sapere se Nico è veramente cambiato... conoscere perchè mi ha lasciato..."

"Tu sei matta. Se fossi in te lascerei stare Nico e penserei soltanto a quello che tu hai già. Nico non cambierà mai... in un certo senso lo sai anche tu."

Tessa sospira e la guarda comprensiva. "E' quello che continuo a ripetermi... Devo levarmi dalla testa un passato che non mi appartiene piu'. Soprattutto per Gimmi, per l'affetto che prova per me, per l'amore e il rispetto che ha nei miei confronti, davvero, lo so, è lui che voglio, soltanto lui che amo. Per questo non capisco i dubbi che mi vengono... Sono strana, eh?"

Valeria le dà tanto di gomito e sorride e le confessa : "Sì, un po' sì! Perchè non ti fermi a lezione oggi? Tanto per cambiare argomento... C'è la Santelli che spiega criminologia, a te che piace tanto..."

Tessa sorride e dice : "Ma sì, dai, mi hai convinta!" E la segue all'università. E' davvero strano ritornare in un mondo che ha quasi dimenticato. Se lo ricorda ancora la prima volta che ha messo piede all'università, l'emozione alle stelle, il cuore traballante, le gambe che non reggono e la voglia matta di novità, di assaporare il traguardo di una vita, il sogno di sempre. Eppure quell'emozione adesso ha lasciato il posto all'abitudine, si sente un po' come a casa, dove niente è cambiato, le cose sono sempre le stesse, dove tutto è immutato. Forse, in fondo, non vuole andarsene da lì, perchè significherebbe lasciare un posto che conosce e lanciarsi nel labirinto della vita, dove non c'è certezza e niente sarà piu' sotto il suo controllo. La nuvola dei suoi pensieri si dissolve quando sente la voce di Cate che la saluta. "Caterina!" Le salta con le braccia al collo.

"Oh, non ci credo! Riesco a beccarti finalmente! Che fine hai fatto?" Si discosta da lei e la guarda sorridente. L'università le è proprio mancata, o forse sono le persone che ci stanno dentro a fare la differenza. Ha quasi voglia di ricominciare, di rimettersi in carreggiata.

"Sono stata un po' assente... ma ora eccomi qui! Che nostalgia, non credevo sarebbe stato così..."

"Senti, dopo la lezione andiamo a pranzo insieme! E' da tanto che non ci vediamo..."

Le sorride e annuisce, non vede l'ora di stare un po' con le sue amiche. Si mette in ascolto, ritta sulla sedia e gomiti sul tavolo : la Santelli comincia la lezione. Valeria le allunga un foglio e una biro e le fa l'occhiolino. Che bello ritornare ai vecchi tempi... Banchi, studenti, professori e aria di novità. Forse è proprio quello che le ci vuole per dare una scrollata ai propri dubbi.

 

continua...

Postato da: Argeta a 11:51 | link | commenti (9)
dubbi, lezioni, quarta parte romanzo

giovedì, 20 agosto 2009
Prima o poi

Hai acceso
un falò di bugie
da bruciare
poco a poco...
Per quanto tempo
ancora
ci riscalderemo così?
Non sperare.
Prima o poi,
verrà
una tempesta di sussurri
a distruggere
l'incanto di un'enigma.

oggi avevo voglia di un po' di poesia...l'ho scritta tanto tempo fa e l'ho riletta per caso...così ho deciso di inserirla qui!

Postato da: Argeta a 12:19 | link | commenti (7)
poesia, bugie, prima o poi

lunedì, 17 agosto 2009
terza parte

Avere 23 anni e vederli volare via. Passa troppo in fretta il tempo! Tessa si rende conto di essere rimasta indietro con lo studio. L'università le occupa piu' tempo di quanto dovrebbe e lei ormai ha la testa altrove. Salta le lezioni, va in biblioteca e si dedica ad altro. I libri sono entrati a fare parte della sua vita, tutti tranne quelli che deve studiare. Quelli proprio non riesce a divorarli come fa con i romanzi. Per questo ultimamente le vengono un mucchio di dubbi. Ma dove starà andando a finire la sua vita? Scegliere Giurisprudenza è stata davvero la scelta giusta? Non avrà sbagliato ogni cosa? E se la vita le stesse chiedendo altro? Ormai non sa piu' a cosa aggrapparsi. Da quando Nico è riapparso nella sua vita è andata in confusione. Il caffè ormai è freddo e lei lo guarda triste. E' in quel bar da un po' e non sa perchè, invece di andare all'università, si è ritrovata lì. E' inutile negarlo a se stessa, spera di incontrare Nico...

"Ancora tu! Allora è proprio destino..." Tessa trasalisce quando sente la sua voce e solleva la testa. Non ci può credere... le batte forte il cuore e non dovrebbe essere così. E poi che destino e destino... Lei è andata a quel bar apposta per lui!

"Ciao, Nico."

"Che ci fai qui sola?"

Tessa sospira. Lei proprio sola non lo è. "Niente." Almeno in questo è sincera.

"Ti faccio compagnia?" Non aspetta altro, ma mica ha intenzione di mostrarsi felice per la sua proposta. E' troppo complicata la loro situazione.

"Prego."

"Hai un'aria strana. Ti è successo qualcosa?" Lui riesce a percepire questo? Possibile? Proprio lui che non riusciva nemmeno a capire quando era raffreddata anche se il naso le colava...

"Ma no, niente... E' uno di quei periodi un po' così..." Solo che non può spiegargli quanto "così", in fondo c'entra pure lui.

"Ah, capito... Hai le tue cose!" Fa Nico sorridendole allusivo.

"Ma cosa hai capito! No, non è per quello. Sto solo riflettendo sulla mia vita. Tu non lo fai mai?"

"Mah, ne trovassi il tempo... La casa editrice sta occupando tutto quello che resta della mia vita, me ne vado in giro sempre con un manoscritto sotto braccio!" Tessa gli sorride, è affascinata dai libri e poi Nico davvero l'ha stupita. Per essere il suo ex è proprio cambiato. "Qualche bella lettura?" chiede curiosa.

"Sì, qualcosa si bello c'è. Altre cose sono veramente spazzatura."

"Penso che tu abbia un lavoro interessante, quasi ti invidio." Vorrebbe dirgli che è felice senza di lui, che sta bene, che non si preoccupa di niente adesso, che il suo lavoro fa schifo e che non le interessa affatto... Ma non le pensa tutte queste cose e in un certo senso si sente felice a metà e non sa spiegarsi il perchè.

"Credevo che il tuo obiettivo di sempre fosse stato fare Giurisprudenza..." Nico non sa, o finge di sapere, quanto le cose cambino da un momento all'altro, così come la sua improvvisa comparsa.

"Già." Tessa allontana lo sguardo, non ne è piu' tanto convinta.

"Comunque, se vuoi, un giorno di questi potremmo uscire insieme..." Butta lì, sempre con quel sorriso allusivo sulle labbra. Tessa comincia ad avere i primi sensi di colpa. Se all'inizio è stato casuale incontrare Nico, ora non lo è piu'. E' la seconda volta che lo incontra e la sua testa ha formato una nuvola piena di dubbi.

"Ehm... Veramente io..." Lascia la frase a metà, non gli ha ancora detto che adesso lei è fidanzata. Fidanzata seriamente, non come con lui tempo fa. Nico interviene a salvarla dall'imbarazzo : "Anche solo per una serata al cinema..." Sì, come no, con lui che allunga le mani a metà film magari.

"Ma non so, Nico, ci dovrei pensare." E pensare e pensare e pensare... e rifiutare possibilmente.

"Non sei poi tanto cambiata... Stai sempre a pensarci mille volte prima di dare una risposta."

Tessa gioca con la sua tazzina di caffè, non sa che dire. Comincia a sentire una strana tensione tra di loro. "Adesso devo andare", taglia corto alzandosi dalla sedia.

"Spero di rivederti." Le dice Nico e le strizza l'occhio. Poi tira fuori un manoscritto dallo zaino e lo mette davanti a sè nel tavolo. Tessa lo guarda un attimo e poi pensa di stare facendo la cosa giusta, andandosene. E' proprio una stupida. Ora che sta andando così bene nella sua vita : un ragazzo che la ama e che darebbe la vita per lei, una famiglia che la adora, l'università che ha sempre desiderato fare... e lei si ferma a chiaccherare col suo passato.

continua....

Postato da: Argeta a 15:52 | link | commenti (8)
ex , terza parte romanzo, tessa e gimmi